S’Arcu ’e is Forros è un villaggio santuario con due templi a megaron, insulae abitative e officine metallurgiche: il più importante centro metallurgico nuragico finora rinvenuto in Sardegna.
IL MONUMENTO

Tra il 1500 e il 1400 a.C. vengono costruite le prime capanne del villaggio.
Intorno al 1200 a.C. vengono costruiti gli edifici di culto.
Tra il IX e il VI secolo a.C. il sito continua a cambiare: nuovi ambienti si aggiungono agli edifici di culto e si sviluppano gli isolati abitativi e artigianali.
Tra il VI e il V secolo a.C. alcuni settori vengono abbandonati o riorganizzati, mentre la frequentazione prosegue almeno fino agli inizi del V secolo a.C. Tracce successive documentano la presenza in età romana.
DESCRIZIONE
IL PRIMO INSEDIAMENTO
Il primo insediamento si trova nella parte più alta del colle, dove sorgevano capanne disposte senza un ordine regolare e in parte addossate agli affioramenti di granito.
I TEMPLI
Il fulcro dello spazio sacro è rappresentato da due templi a megaron, a pianta rettangolare. Entrambi hanno, davanti all’ingresso, un recinto cerimoniale con sedili per l’accoglienza dei pellegrini.
All’interno del tempio più grande, il Megaron 1, sono presenti basi in pietra e resti di spade votive che testimoniano la deposizione delle offerte; canalizzazioni convogliavano verso l’esterno l’acqua impiegata nei rituali.
Il Megaron 2, più piccolo, ha il fondo absidato e conserva un altare con focolare che riproduce in forma simbolica la parte superiore di una torre nuragica.
IL VILLAGGIO E LE INSULAE
Oltre ai templi, il villaggio comprendeva le insulae, complessi di più vani organizzati attorno a uno spazio centrale.
L’insula 2 era composta da dodici ambienti; gli scavi vi hanno individuato tre grandi ripostigli di metalli, che superavano complessivamente i 500 chilogrammi: strumenti da lavoro, armi, ornamenti, bronzi votivi, frammenti destinati alla rifusione e materie prime.
LE OFFICINE METALLURGICHE
Un edificio dotato di condotti di aerazione doveva corrispondere a un impianto per la fusione. Nell’insediamento erano presenti officine con forni per fondere il piombo e recuperare i metalli dalle offerte votive; vicino al Megaron 1 sorgono due strutture circolari interpretate come forni.
GLI SPAZI COLLETTIVI
S’Arcu ’e is Forros è uno dei villaggi nuragici sardi dotati di ampi sedili in pietra, capaci di accogliere centinaia di persone.
STORIA E USI
Il complesso testimonia una comunità capace di integrare pratiche religiose, produzione artigianale, accumulo di metalli e rapporti con i circuiti di scambio mediterranei.
Matrici e pinze da fonditore, insieme alle strutture per il trattamento dei metalli, testimoniano la produzione di bronzo e piombo e, successivamente, anche del ferro.
Nel sito sono comparsi manufatti di provenienza greca o della Magna Grecia, levantina ed etrusco-italica, insieme ad anfore e oggetti esotici.
SCAVI
Le indagini hanno interessato il sito in più campagne; gran parte dell’insediamento resta ancora da scavare.
FONTI
Maria Ausilia Fadda, Villagrande Strisaili. Il villaggio santuario di S’Arcu ’e is Forros, 2012.
Gianfranca Salis, Matteo Tatti, Gli interventi 2016-2017 nel sito di S’Arcu ’e is Forros, 2021.
La Sardegna nuragica. Storia e monumenti, scheda del sito.
SardegnaCultura; SardegnaTurismo; UNESCO Tentative List.
IL NOME DEL SITO
Il nome S’Arcu ’e is Forros può essere tradotto come «il valico dei forni»: in sardo arcu indica una sella o un passo montano, forru significa «forno».
Il richiamo è suggestivo in un luogo dove gli scavi hanno restituito numerose strutture per la fusione dei metalli, ma le fonti non consentono di stabilire con certezza che il toponimo derivi dalle antiche fornaci.
IL PAESAGGIO
La località Inter Abbas si trova al confine tra Barbagia e Ogliastra, tra due corsi d’acqua.
L’abbondanza d’acqua e le vie di transumanza resero l’area un punto di incontro e di scambio, in un paesaggio montano ricco di risorse.